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Novità SEO 2025: cosa cambia e come ci muoviamo

Il 2025 porta cambiamenti significativi nel mondo SEO. Google ha introdotto le AI Overviews anche in Italia, che mostrano sintesi con link citati e spostano i clic verso i contenuti inclusi.

Novità SEO 2025: cosa cambia e come ci muoviamo

Negli scorsi giorni abbiamo raccontato come funziona AI Overview di Google e quali impatti può avere sulla ricerca online (leggi qui l’articolo di approfondimento).
Quello era il primo tassello: oggi allarghiamo lo sguardo per capire come sta cambiando il panorama SEO nel 2025.

Non c’è solo l’arrivo delle AI Overviews: il Core Update di marzo ha già ridisegnato alcune gerarchie nei risultati, Google ha snellito i rich result, la misurazione dei dati passa dalla nuova Consent Mode v2 e, sul fronte normativo, l’AI Act europeo inizia a introdurre obblighi concreti.

In questo articolo andiamo a fondo di questi cambiamenti e vediamo come muoverci subito per non restare indietro.

AI Overviews: la ricerca si apre con l’AI

Con l’arrivo delle AI Overviews anche in Italia, la SERP non è più un elenco lineare di link. Per alcune query gli utenti trovano subito un riepilogo generato dall’intelligenza artificiale, che cita e collega direttamente alle fonti. Questo cambia radicalmente lo “scroll di fiducia”: l’occhio non parte più dai primi risultati organici, ma dai link riportati dentro la sintesi.
Chi vuole essere incluso deve offrire contenuti che si prestino bene a essere “estratti”: guide chiare, risposte puntuali, esempi concreti, grafici, immagini originali e dati proprietari. È qui che stiamo investendo: aggiornare i contenuti più strategici e renderli il più possibile unici e utili.

Core Update di marzo: capire i segnali, non inseguire i numeri

Il Core Update rilasciato a marzo ha generato oscillazioni, come sempre accade, ma adesso il quadro è stabile. L’approccio corretto non è inseguire l’alto e basso giornaliero, ma osservare come si comportano le pagine nel tempo. Analizziamo Search Console con confronti pre e post update, individuiamo le pagine che hanno perso terreno e lavoriamo per rafforzarne la qualità complessiva. Nessun trucco rapido: solo miglioramenti sostanziali dei contenuti e dell’esperienza per l’utente.

Rich result: Google fa pulizia

Molti markup non hanno più effetto visivo sulla SERP. Google ha deciso di ridurre i tipi supportati per semplificare i risultati e dare più chiarezza. Questo significa che conviene concentrarsi solo su ciò che davvero porta valore: Product, Review, Article, HowTo, Organization, Dataset. Manteniamo i nostri dati strutturati in ordine, validiamo con gli strumenti ufficiali e eliminiamo i markup che non servono più.

Misurazione e privacy: la Consent Mode v2 è obbligatoria di fatto

In un contesto dove la raccolta del consenso è sorvegliata da autorità e utenti, la Consent Mode v2 diventa il minimo indispensabile. Senza di essa i dati di GA4 rischiano di frammentarsi e le conversioni vengono sottostimate. Abbiamo verificato tutta la catena: CMP, Tag Manager, GA4. I segnali devono arrivare corretti, altrimenti le decisioni di marketing si basano su dati falsati.

L’AI Act: la cornice legale che cambia lo scenario

Dal 2 agosto 2025 entrano in vigore gli obblighi UE sui modelli di AI di uso generale. L’impatto va oltre i big tech e tocca ogni utilizzatore. Le aziende devono mappare i software, tracciare i flussi di dati e adeguare i contratti su responsabilità, sicurezza e copyright.

Guardare avanti

Il filo rosso è chiaro: contenuti originali e di qualità, dati misurati correttamente, processi trasparenti e conformi. Chi riesce a unire questi tre aspetti avrà un vantaggio competitivo, perché Google premia ciò che è utile e unico, e le regole europee spingono verso responsabilità e chiarezza.

Per chi vuole soluzioni pratiche o assistenza personalizzata chiamaci al numero 0516647198 e definiamo insieme le prossime mosse.