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algoritmo di Facebook

Ebbene sì, Facebook stava sperimentando in sei paesi diversi la separazione del feed relativo agli amici da quello animato dalle Pagine dei brand, l’ Explore Feed.



Adam Mosseri spiega che il tentativo era nato dalla volontà di rispondere alle esigenze sollevate dagli utenti del social, desiderose di ricevere più contenuti di amici e familiari.

Tuttavia, i sondaggi hanno mostrato uno scontento generale degli utenti “testati” che non si sentivano agevolati in alcun modo, anzi. Molti si sono dichiarati insoddisfatti delle notizie dalle quali venivano raggiunti, riscontrando una maggiore difficoltà a reperire informazioni importanti.

Dunque, il team di Facebook ha deciso di eliminare definitivamente l’Explorer Feed e procedere con la strategia di dare meno spazio ai contenuti pubblici (post di aziende e media), dando priorità ai post che stimolano le interazioni sociali significative.

Per chi se lo fosse perso, facciamo un passo indietro. Il 18 Gennaio 2018 Facebook ha aggiornato il proprio algoritmo creando parecchio clamore.  

In un post ufficiale Mark Zuckerberg ha spiegato i motivi dell’ultimo update di EdgeRank, l’algoritmo che determina la visibilità di un post all'interno del newsfeed: i contenuti pubblici (di aziende e media) sovrastano quelli personali che connettono le persone le une alle altre.  

Sorge quindi la necessità di dare agli utenti connessi al social l’opportunità di interagire maggiormente con i contatti più vicini alla loro quotidianità, amici e parenti.

Arriviamo quindi alla conclusione annunciata di recente da Adam Mosseri: dare rilevanza ai post condivisi dalla cerchia di amici e familiari perché sono quelli che riguardano più da vicino e che in quanto tali interessano di più.

Non solo. I contenuti autoreferenziali vengono declassati a favore di contenuti in grado di stimolare il coinvolgimento, di portare gli utenti a stabilire interazioni significative e a compiere azioni che vanno oltre il semplice like. Le posizione più alte del feed saranno sempre più occupate dai post che, secondo le stime di Facebook, potranno suscitare commenti, reazioni e condivisioni.

Zuckerberg si è dichiarato disposto a perdere una porzione del tempo che gli utenti trascorrono su Facebook, garantendo in cambio una maggiore qualità dei contenuti fruiti in quel tempo.

Evoluzione o ritorno alle origini? Probabilmente coerenza. Considerando lo sforzo costante di Facebook nel rendere la piattaforma il più possibile confortevole e a misura di utente, risulta una scelta coerente quella di voler riportare l’attenzione sull’interazione umana.

L’utente ha comunque il potere di personalizzare la propria fruizione, suggerendo al social quali post preferisce visualizzare, grazie ai comandi “segui”/ “smetti di seguire”, “nascondi” / “mostra per primo”.

Conseguenze

La conseguenza più immediata di quanto detto è che vengono mostrati meno contenuti organici delle Pagine, a discapito di aziende ed editori. Ovviamente l’effetto varia in base al tipo di contenuto prodotto e al grado di interazione che stimola.

Le Pagine che pubblicano post che generano più engagement subiscono meno danni. Fa eccezione il click bait (un contenuto web, caratterizzato da un titolo accattivante, che esorta a cliccare link falsi allo scopo di generare rendite pubblicitarie) che continuerà ad essere penalizzato.

Dal momento che è stata ridotta la portata organica (diminuisce il numero di persone raggiunte dai post senza investimento pubblicitario), aumenta la concorrenza per i post sponsorizzati.

Alcuni formati vengono preferiti ad altri perché suscitano maggiore interesse. Lo stesso Zuckerberg cita i video live come una possibile soluzione vincente poichè in grado di portare commenti e interazioni sei volte superiori rispetto agli altri tipi di video.

Inoltre, sempre più spesso gli utenti partecipano alle discussioni generate nei gruppi. Anche in questo caso, il fondatore di Facebook sottolinea come molti gruppi nati intorno a tv shows e squadre sportive abbiano favorito la creazione di relazioni e di legami all’interno del mondo di Facebook.

Dal momento che ogni pagina Facebook può associare un gruppo, sempre più brand e aziende locali scelgono di relazionarsi con i propri utenti di riferimento tramite gruppi nei quali condividere eventi e novità allo scopo di avviare scambi significativi (e non rischiare di essere declassati).

Un’altra conseguenza, questa volta di usabilità, è quella di trovarsi di fronte un News feed più “snello” e di facile lettura. Questa novità può conciliare perfettamente le esigenze di rapidità e di immediatezza delle persone che si affacciano nel social durante la loro giornata.

Quindi, bisogna creare una moltitudine superflua di dirette video oppure una serie esagerata di gruppi? E’ necessario sacrificare la user experience per vendere a tutti i costi?

Continua a leggere e capirai come ottenere visibilità nel modo giusto.

Consigli

E’ necessario tenere a mente che i contenuti valorizzati sono quelli ritenuti utili, in quanto in grado di incentivare l’interazione tra persone. Occorre creare post organici che soddisfino questi requisiti.

Il consiglio è di optare per argomenti creativi e di qualità, fornire ai propri utenti informazioni in tempo reale sia di pubblica utilità che relativi al proprio business, rispondere sempre a messaggi e commenti in modo da alimentare il dibattito, menzionare altre pagine inerenti al contenuto di cui si sta parlando e, solo quando necessario, organizzare delle dirette video.

La scelta dei video live è sicuramente saggia ma solo nei casi in cui è il formato più adatto all’occasione e può davvero generare valore. La stessa cosa vale per i gruppi: è una buona idea creare un gruppo solo se vi è una tematica di base coinvolgente intorno alla quale può svilupparsi una community e se si hanno le risorse e il tempo per poterlo gestire.

Se sussistono queste condizioni allora si può procedere alla creazione di un gruppo associato ad una Pagina. Una volta creato il gruppo è fondamentale, ora più che mai, studiare e pianificare  i contenuti da pubblicare, alternando in modo equilibrato post pubblicati sulla pagina e post creati appositamente per il gruppo (es. allegare file da scaricare).  A questo punto, risulta efficace fare domande che possano generare discussioni in grado di arrivare, tramite i commenti, anche agli amici di chi fa parte del gruppo.   

Infine, il monitoraggio: dai risultati ottenuti è possibile ricavare dati importanti per la gestione del gruppo e della pagina associata. Si possono avere informazioni utili alla pianificazione editoriale e alla segmentazione degli utenti.
Infatti, studiando il comportamento dei membri del gruppo e delle loro interazioni è possibile individuare gli utenti più attivi e incentivarli a diventare “ambasciatori” del brand.

Tuttavia, la visibilità non deve essere l’obiettivo primario così come il formato non deve essere la scelta più importante. Occorre scegliere lo strumento che si presta meglio al topic che si vuole comunicare. Infatti sarà la qualità del contenuto a determinare il successo o meno di una comunicazione online nel lungo termine. E’ sul concreto valore del contenuto che bisogna improntare una strategia: la visibilità si otterrà coinvolgendo in modo onesto le persone, senza preoccuparsi di algoritmi e cambiamenti. Un buon contenuto rimane un buon contenuto.

Il cambiamento di Facebook non fa altro che rendere meno visibili comunicazioni unidirezionali, improntate alla vendita di prodotti e servizi a favore di contenuti che le persone vogliono condividere in quanto apportano un vantaggio. Vince il contenuto relazionale ed emozionale.

Ogni azienda è potenzialmente  in grado di dare qualcosa di significativo a chi legge perchè riassume in sè esperienze e know how di grande utilità.

Il risultato è che se c’è qualcuno che ha qualcosa di valore da comunicare, riesce a farlo senza essere sovrastato dal buzz del web.  

Conclusioni

Qualunque siano le motivazioni sottese al cambiamento, il risultato è lo stesso: la sfida è quella di mettere al centro l’utente e ciò che ha valore per lui, ricorrendo, se necessario, all’aiuto di professionisti.

Infatti è necessario comprendere che diventa sempre più indispensabile dedicare un budget per produrre e sponsorizzare i contenuti, ma in modo intelligente. In caso contrario, l’utilizzo di Facebook finirebbe per diventare solo un dispendio di denaro, di tempo e di immagine.

Se applichi già questi consigli e  la tua Pagina produce contenuti di valore allora puoi continuare così senza preoccuparti dei capricci di Facebook.

Se invece vuoi una mano per affrontare il cambiamento e ottimizzare la tua strategia, non esitare a contattarci!
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15 Marzo 2018