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I Browser e la compatibilità dei siti internet

Cos’è un sito internet

Un sito internet è un insieme di documenti scritto nello stesso linguaggio ospitati presso un computer sempre acceso e visibile dai naviganti in qualsiasi momento della giornata. Per visualizzarlo si usa un programma chiamato browser.

Cos’è un browser

I documenti che compongono questo insieme sono scritti tutti nello stesso linguaggio, l’html.

Noi navighiamo con i browser fino a leggere questi documenti, linkati gli uni agli altri.

Ciascuno di essi non è altro che un file di testo composto di tante parole, messe insieme secondo una struttura ben definita.

Navigare leggendo parole incomprensibili sarebbe faticoso per chiunque, il compito del browser è quello di tradurre le parole che legge in grafica gradevole ai nostri occhi.

Il browser è un programma installato sul sistema operativo. Quest’ultimo quindi ospita il browser, eseguendolo, e inizia il proprio lavoro nel momento in cui gli indichiamo un url da visitare:

www.magicnet.it

Ogni browser fa lo stesso lavoro, ma con tempi e modi differenti.

 

Non un browser, ma tanti browser

Internet Explorer, Firefox, Chrome, Safari, e via dicendo. Ne sentiamo parlare tanto ma forse non ci è chiaro il loro compito. Sono tutti browser,  qualcuno ha qualche opzione in più, ma fanno tutti la stessa cosa, traducono le parole memorizzate sui server, i siti internet, in grafica comprensibile ai nostri occhi, e bella (si spera).

Alcuni browser sono proprietà di chi costruisce i sistemi operativi, e sono venduti insieme ad esso (Internet Explorer per i PC, Safari per i Mac), altri sono creati sviluppati e mantenuti da collaboratori del mondo informatico mondiale (Firefox, Chome e tanti altri)

I browser traducono ai nostri occhi ciò che loro leggono in formato di codice, si occupano di rendere visibili i font che noi indichiamo, le immagini che carichiamo, di navigare attraverso i collegamenti con cui creiamo la nostra rete di documenti.

Tradurre, ok, ma chi decide come tradurre? E chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato?

Nel 1994 è stato fondato il consorzio W3C

http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web_Consortium

Il cui intento è quello di uniformare il linguaggio di comunicazione tra i computer definendo una serie di regole.

Queste regole sono quindi destinate a chi i siti li scrive (i programmatori) e a chi i siti li legge (i browser).

Chi scrive sa che deve rispettare determinate regole. Chi legge sa che i documenti verranno scritti secondo regole precise, e non si dovrebbe permettere di mostrare qualcosa di diverso di ciò che il programmatore ha lasciato intendere seguendo le regole di scrittura.

Esistono svariate versioni di ogni browser, e ogni browser può essere installato su svariati dispositivi, ad esempio:

Firefox su PC

Firefox su MAC

Firefox su iPhone

Firefox su Android

Safari su MAC

Safari su PC

Safari su iPad

…etc etc

Potremmo andare avanti per ore.

Immaginate il lavoro del programmatore se non esistesse il W3C, se ogni browser renderizzasse ciò che legge in maniera diversa.

Nessuno farebbe il programmatore.

Fortunatamente il W3C ci aiuta, e detta una serie di consigli che secondo lui rappresentano uno standard.

Il consorzio non detta legge, ma elargisce consigli. Siccome i consigli che elargisce non sono stupidi, sono seguiti da molti. Seguire tutti quanti le stesse sensate indicazioni significa rendere più compatta e funzionale la rete.

Esso è diventato con il passare degli anni un luogo dove si raggiungono i compromessi per un futuro migliore del web.

La crescente autorevolezza che ha guadagnato negli anni ha fatto si che anche sia le piccole che le grandi aziende informatiche tenessero in piena considerazione gli standard consigliati, e che il web crescesse in modo organico ed omogeneo negli anni, garantendogli un futuro funzionale.

 

Alcuni dei problemi che ci troviamo ad affrontare, nonostante tutto

I browser più diffusi tra la massa sono 4: Internet Explorer, Firefox, Safari e Chome.

Internet Explorer regna ancora incontrastato in tutto il mondo, ma sta patendo la crescita costante di browser Open Source come Firefox e Chrome, anche Safari sta crescendo, grazie alla diffusione dei prodotti Apple che si verifica da ormai alcuni anni ad oggi.

Quando portiamo avanti un progetto la nostra professionalità ci rende consapevoli di dover portare avanti un lavoro che sia lo stesso indipendentemente dal browser utilizzato, per questo ci impegniamo a rispettare tutti gli standard consigliati e a creare un prodotto il più omogeneo possibile.

Il W3C mette a disposizione del programmatore alcuni strumenti per controllare la correttezza dei propri siti internet:

  • Validatore del codice html (le regole su come strutturare un documento)
  • Validatore del codice CSS (far indossare ai contenuti HTML di un sito qualcosa di graficamente accettabile e traducibile dai browser)

Di contro un gruppo di lavoro parallelo al W3C (il Web Standards Project - http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Standards_Project) mette a disposizione uno strumento per chi sviluppa i browser, per controllare se il lavoro che sta facendo sia aderente ai consigli che il W3C dispensa.

Il test si chiama Acid test e potete controllare quanto il vostro browser rispetta i consigli del W3C

http://acid3.acidtests.org

Il test comprende la valutazione di tutti gli aspetti ed i linguaggi che compongono un sito internet, si parte dall’html, si passa dai css fino ad arrivare ai javascript.

Come si comportano i browser

I più disciplinati e rispettosi sono quelli open source, Firefox e Chrome, seguiti da Safari.

I punteggi raggiunti nell’Acid test parlano per loro: se non son 100 punti poco ci manca.

E Internet Explorer?

A discapito della sua diffusione, Internet Explorer è quindi indubbiamente il meno disciplinato tra i browser comunemente usati.

Ne esistono almeno 3 versioni attualmente sul mercato, la 7 la 8 e la 9, senza considerare la 6, ormai non più supportata dalla stessa Microsoft, ma allo stesso tempo ancora molto diffusa.

Ciascuna di queste tre versioni si comporta diversamente, e in maniera disgiunta rispetto alla precedente.

Livelli di aderenza allo standard si sono raggiungi solo nell’ultima, la 9, che nell’Acid Test ha raggiunto il punteggio di 95/100.

Internet Explorer 8 totalizza 13 punti sui 100 massimi.

La versione 7 invece si comporta un po’ meglio, anche se non tanto, fermandosi a 20 punti.

Non sempre progredire vuol dire migliorare.

Se si crea un sito aderente agli standard si la quasi assoluta certezza che nei tre browser citati per primi la loro resa grafica sia uguale, purtroppo questo non accade con Internet Explorer, anzi, se la considerazione del codice HTML è pressoché la stessa per tutti i browser lo stesso non si può dire per il javascript e soprattutto i fogli di stile.

Questi sono alcuni dei problemi che riscontriamo con i CSS

La resa degli oggetti, della grafica e delle immagini può variare anche quando si effettuano degli aggiornamenti software ai propri computer.

Il nostro lavoro: investire del tempo per il risultato migliore

Ogni sito è una storia a parte, contenuti, codice, grafica non sono mai gli stessi.

Noi ci impegniamo a rispettare tutti gli standard per un lavoro all’altezza “della rete”.

Laddove gli standard non si rivelassero sufficienti a raggiungere il risultato desiderato le nostre conoscenze ci permettono di trovare la soluzione-extra ad ogni problema.

Mantenere un sito nel tempo significa anche tenere sotto costante osservazione i browser con cui il popolo della rete naviga.

Nei nostri computer sono installati tutti i browser che rileviamo essere utilizzati, e mano a mano che lo sviluppo viene portato avanti monitoriamo l’aspetto dei siti con tutti browser.

Verifichiamo il sito dopo ogni aggiornamento che esso subisce.

Controlliamo dove e perché si verificano delle anomalie, accumuliamo esperienza, e agiamo in modo da prevenire i problemi, o di poter correggere all’istante.

Siamo in grado di applicare regole condizionali destinate solo a determinati browser e uniformare così la visione del sito che navighiamo.

E facciamo tutto questo senza che il sito internet subisca periodi di interruzione di funzione, applicando cambiamenti dopo aver testato, grazie ai nostri strumenti di sviluppo, l’effettiva validità del codice che scriviamo.

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28 Aprile 2011