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https 10 errori da non fare

Come abbiamo visto, trasferire un sito da HTTP ad HTTPS è diventata un'operazione prioritaria.

Da quando Google ha deciso di etichettare come "non sicure" tutte le pagine web che non fanno uso di una connessione protetta. Analizziamo come funziona il protocollo https e quali sono gli errori in cui si può incappare con la migrazione di un sito.

La differenza tra http e https riguarda la messa in sicurezza dei dati di un sito web. I siti che adottano il protocollo https garantiscono una connessione sicura poiché proteggono lo scambio di informazioni tra due nodi web. I dati trasmessi vengono criptati e, quindi, non sono facilmente decifrabili in caso di pishing e attacchi hacker. 

Per proteggere le comunicazioni tra browser e server il protocollo https si serve di un certificato SSL. Quest'ultimo agisce in modo tale da criptare le informazioni prima ancora che inizi il trasferimento e le rende leggibili solo al server che deve riceverle. 

L'adozione dell'https comporta numerosi vantaggi in termini di user experience (un sito web segnalato come sicuro rassicura l'utente durante la navigazione, soprattutto quando richiede il rilascio di dati personali), sia in termini di posizionamento seo.

Può capitare, tuttavia, che la migrazione di un sito e di tutte le sue pagine non venga effettuata correttamente. Se si riflette sull'architettura di un sito web e sulla mole di elementi diversi che può contenere, si comprenderà quanto può essere laboriosa e impegnativa l'operazione che prevede il trasferimento di ogni singolo componente alla connessione in https.

Se l'https non funziona, il problema potrebbe essere tra quelli che andremo ad analizzare.

Tra gli errori di implementazione più frequenti ci sono:

  • I contenuti misti. Si parla di contenuti misti quando una pagina viene caricata in connessione https, ma presenta elementi come foto, script o altro che non sono invece protetti dall'HTTPS. Questo tipo di errore è molto frequente e può generare problemi nel momento in cui il browser segnala all'utente la presenza di contenuti non sicuri. L'utente può diventare guardingo nei confronti del sito e sarà meno propenso a navigare e a rilasciare i suoi dati.
     
  • Presenza di link interni che indirizzano verso pagine in http. Sicuramente la verifica di tutte le pagine di un sito web richiede molto tempo, ma è necessaria per assicurarsi che ogni elemento, compresi i vari link interni, puntino correttamente alla versione https.
     
  • Mancanza di redirect o canonical alle url https dalla versione http. Un'altra operazione fondamentale nel passaggio da http ad https consiste nel reindirizzare correttamente le pagine con url canonici.Importante soprattutto ai fini seo per non generare confusione nel motore di ricerca, che deve poter identificare in maniera chiara quali sono le pagine da indicizzare e da privilegiare nei risultati di ricerca.

 


Questi sono solo alcuni dei problemi riscontrati più frequentemente nei siti web che hanno effettuato la migrazione all'https in maniera non corretta. Certo, si possono risolvere, ma è importante anche prevenirli ed effettuare il passaggio del proprio sito in maniera attenta e minuziosa.
Con la raccomandazione di evitare il fai da te e di affidarsi sempre a professionisti qualificati.


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2 Novembre 2017