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Tra sperimentazione e fidelizzazione, la newsletter a misura di utente

In ambito marketing online si tende a sottovalutare l’importanza della periodicità e dell’esclusività per catturare l’attenzione del proprio pubblico di riferimento. Due caratteristiche che possono caratterizzare in pieno un buon servizio di newsletter.



In che modo? Sviluppando comunicazioni continuative (con cadenza settimanale o mensile, o una combinazione delle due a seconda del tipo di contenuto) e offrendo, solo a chi acconsente ad iscriversi contenuti, offerte ed elementi dal valore aggiunto.
  
Confezionare newsletter efficaci significa, insomma, sviluppare un filo di comunicazione diretto e privilegiato con il proprio pubblico (clienti già acquisiti, utenti che si sono iscritti tramite il blog aziendale, potenziali clienti che hanno instaurato un primo contatto ma non hanno ancora usufruito di prodotti o servizi).

Si tratta di un passo ulteriore, da affrontare quando, dopo un’opportuna strategia di raccolta contatti, si dispone di un certo numero di indirizzi email, che gli utenti hanno fornito consensualmente.

La newsletter si può integrare all’interno di una campagna di direct email marketing per coniugare offerte commerciali e contenuti di valore, come news, tutorial, consigli d’uso e articoli di approfondimento relativi al settore di appartenenza.

Un’integrazione necessaria dal momento che, né la sola proposta commerciale, né la sola proposta informativa, da sole, possono alimentare una comunicazione col cliente capace di fidelizzare e, allo stesso tempo, di generare occasioni di acquisto e conversioni.

Per la gestione delle newsletter, che possono favorire la crescita sia dei business di grosse dimensioni, sia delle PMI, è importante non improvvisare e affidarsi ad un servizio professionale.

I vantaggi derivanti dalla gestione professionale della newsletter sono diversi:
 
  • La possibilità di segmentare il proprio pubblico per età, interessi, provenienza geografica, preferenze di acquisto e tutta una serie di altri parametri, e di personalizzare l’invio delle comunicazioni sulla base dei dati anagrafici e delle ricorrenze (compleanni, festività, occasioni speciali);
  • l’opportunità di creare messaggi personalizzati con l’ideazione di grafiche sempre diverse, che si possono arricchire di una serie di elementi multimediali per stimolare l’interattività con l’utente (tasti di condivisione social, link, immagini, video, gif, documenti da scaricare, etc.);
  • i costi di realizzazione e gestione contenuti;
  • la facilità con cui si può veicolare una mole di messaggi differenziati a centinaia e migliaia di indirizzi con la certezza di recapitare le comunicazioni correttamente, senza che queste finiscano nello spam;
  • ogni mail inviata può essere tracciata e analizzata nelle performance: si può scoprire se il destinatario ha aperto o meno la comunicazione e, se l’ha fatto, si può ricostruire anche il suo comportamento all’interno del messaggio (dove ha cliccato, cercava un link in corrispondenza di un’immagine, ha usato il bottone di call to action per approdare nella landing preparata per lui?);
  • la possibilità di correggere o modificare la comunicazione, sulla base di quanto emerso dall’analisi delle statistiche. In fase di studio delle analitiche, infatti, è di cruciale importanza capire se i messaggi messi a punto sono stati efficaci o se, al contrario, necessitano di correzioni. Ad esempio, una mail che non è stata aperta potrebbe richiedere semplicemente un oggetto più efficace e accattivante per attirare l’attenzione dell’utente. A tal proposito i software di gestione professionale della newsletter più completi consentono anche lo sviluppo di A/B test, ovvero due versioni differenti della stessa comunicazione che si possono veicolare in contemporanea, per poi verificarne i risultati e stabilire quale dei due ha conseguito le performance migliori.

In ambito newsletter, insomma, è lecito anche osare e sperimentare, a patto di non confezionare comunicazioni ingannevoli, che potrebbero infastidire l’utente. Ad esempio, può essere molto efficace ideare un oggetto particolarmente d’impatto per una newsletter, ma bisogna fare attenzione a non promettere qualcosa che il contenuto della mail sia destinato a smentire non appena l’utente ne prende visione.

Dal momento che ogni utente di internet, in media, possiede almeno un indirizzo email sarebbe un peccato non sfruttare adeguatamente questo mezzo per promuovere il proprio business.

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16 Maggio 2017