Fare l’analisi della reputazione vuol dire rispondere a qualche domanda semplice: chi parla della tua azienda, dove lo fa e che cosa dice. E capire se fra quelle voci ci sono critiche giuste, lamentele rimaste senza risposta o informazioni sbagliate.
Questo articolo è del 2021 e l’abbiamo rivisto a settembre 2026. Nel frattempo tre dei cinque strumenti che citavamo hanno chiuso o cambiato nome: in fondo trovi che fine hanno fatto. Gli altri li abbiamo ricontrollati uno per uno.
Da dove si comincia
Prima degli strumenti conviene una prova a mano. Cerca su Google il nome dell’azienda, poi il nome insieme a «recensioni» e a «opinioni». Fai lo stesso sui social dove sei presente. Annota che cosa trovi e dove.
Può saltare fuori una recensione di anni fa rimasta senza risposta, o una scheda con il numero di telefono vecchio. È già un’analisi, anche se piccola, e ti dice da dove partire.
Gli avvisi: Google Alerts e Talkwalker Alerts
La ricerca a mano però andrebbe rifatta spesso, e di solito nessuno la rifà. Per questo esistono gli avvisi. Con Google Alerts scegli un argomento, per esempio il nome dell’azienda fra virgolette, e ricevi un’email quando Google trova risultati nuovi. Puoi decidere ogni quanto riceverla, la lingua e il paese.
Talkwalker Alerts funziona allo stesso modo e si presenta come alternativa gratuita a Google Alerts. Guarda notizie, blog, forum, siti e anche X. Attivarli tutti e due richiede pochi minuti.
Le recensioni su Google
Se hai una sede o lavori in una zona precisa, le recensioni del Profilo dell’attività su Google sono fra le prime cose che vede chi cerca il tuo nome. Dal profilo le leggi e rispondi: i passaggi sono nella guida di Google sulle recensioni. Il profilo deve essere verificato, e Google esamina le risposte per controllare che rispettino le sue norme.
Le recensioni contano anche per comparire nella mappa quando qualcuno cerca un servizio vicino a lui. Ne parliamo nell’articolo su come si sceglie chi compare nel local pack di Google.
Il monitoraggio continuo: Rankur, Brand24 e Mention
Quando le menzioni diventano tante, le email degli avvisi non bastano più. Servono strumenti che raccolgono tutto in un unico pannello e provano a dire se il tono è positivo o negativo. Sono servizi a pagamento; Brand24 e Mention si possono provare prima di abbonarsi.
Rankur segue social, notizie, blog e siti di recensioni, e analizza il sentiment dei testi che trova, cioè se il tono è favorevole o critico. Brand24 fa un lavoro simile e guarda anche video, forum e podcast. Mention oggi appartiene ad Agorapulse e unisce il monitoraggio del web alla gestione dei profili social.
Il sentiment calcolato da una macchina va sempre riletto. L’ironia, il dialetto e le frasi lasciate a metà possono ingannarlo, e una menzione segnata come negativa a volte è solo una domanda.
I commenti sotto i tuoi post: Smart Moderation
C’è poi quello che succede in casa tua, nei commenti alle pagine aziendali. Smart Moderation legge i commenti su Facebook, Instagram e YouTube e toglie in automatico spam, insulti e contenuti illeciti. Serve soprattutto a chi riceve molti commenti e non riesce a controllarli tutti.
Attenzione però a non stringere troppo i filtri. Una critica educata non è spam: merita una risposta, non la cancellazione.
Che fine hanno fatto Reputology, BrandsEye e SocialMention
Nella prima versione di questo articolo c’erano anche loro. Oggi l’indirizzo di Reputology porta a GatherUp, un servizio per raccogliere e gestire le recensioni. Quello di BrandsEye porta a DataEQ, che analizza le conversazioni dei clienti per aziende di servizi finanziari, telecomunicazioni e logistica. SocialMention non risponde più. Per questo li abbiamo tolti dall’elenco.
Che cosa fare con quello che trovi
Gli avvisi e i pannelli dicono dove parlano di te; il resto lo fanno le persone. Rispondi alle recensioni, anche a quelle negative, con calma e nel merito. Correggi i dati sbagliati dove sono pubblicati. Se una critica si ripete, probabilmente indica qualcosa da cambiare nel lavoro, non nella risposta.
Tieni un foglio semplice, con data, canale, che cosa dice e chi ha risposto. Dopo qualche mese vedrai quali canali contano davvero per la tua azienda.
Gli strumenti servono a decidere; poi qualcuno deve rispondere, ogni giorno, sui canali giusti: è il nostro lavoro sui social. Se vuoi farlo insieme a noi, scrivici e ti diciamo come lo organizzeremmo per la tua azienda.