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Giuseppe Giacobazzi: il tour al centro del sito

Più di 250 serate, dieci spettacoli e oltre duemila messaggi dei fan conservati senza reinserire niente a mano.

Giuseppe Giacobazzi sul palco, con la mano alzata verso il pubblico

Giuseppe Giacobazzi è un comico in tour nei teatri, e il suo sito ufficiale ha un compito preciso: far trovare a chi lo cerca la serata più vicina e portarlo al biglietto. I biglietti si comprano su TicketOne. Il sito deve accompagnare fin lì senza far perdere tempo, quasi sempre da uno smartphone.

Il sito lo seguiamo noi dal 2003. Ad agosto 2026 lo abbiamo rifatto, e il 23 agosto abbiamo pubblicato la versione nuova su giuseppegiacobazzi.com.

Il punto di partenza

Il sito precedente era costruito con un page builder, cioè uno strumento per comporre le pagine a blocchi senza scrivere codice. Funzionava, ma a gennaio 2026 Lighthouse, lo strumento di misura di Google, segnalava codice caricato e mai usato. E l’aspetto non somigliava più a quello che succede sul palco.

Dentro c’era però un archivio da conservare per intero: più di 250 serate fra passate e in programma, dieci spettacoli, oltre cento teatri. E una bacheca con più di duemila messaggi dei fan.

Rifare da zero sarebbe stato il modo più rapido per perdere qualcosa. Abbiamo scelto la strada opposta: cambiare il vestito e il motore, lasciando i contenuti dove stavano.

Prima il disegno, poi il codice

Siamo partiti dal marchio: il rosso cremisi e l’oro del logo, su un nero da sala con le luci spente. Da lì è nato un piccolo sistema di regole (colori, due caratteri tipografici, pulsanti, la riga di una data) che abbiamo seguito in tutte le pagine. I titoli sono grandi e pesanti, come su una locandina. I pulsanti dicono una cosa sola: «Scopri le date del tour», «Acquista biglietto».

Poi abbiamo scritto un tema WordPress su misura e spento il page builder. Il tema legge i dati che c’erano già: nessuna serata è stata reinserita a mano.

Il calendario del tour

La pagina delle date è il centro del sito. Si filtra per spettacolo e per zona, e il contatore dice quante serate restano: oggi, 23 settembre 2026, sono 44. La regione il sito la ricava dalla provincia del teatro, e lo stato dei biglietti dalla data: chi aggiorna il calendario non deve compilare niente in più.

Ogni serata ha la sua scheda con teatro, orario, mappa e collegamento ai biglietti di quella data. La mappa è OpenStreetMap, e le coordinate dei teatri sono salvate nel sito: aprire la scheda non interroga nessun servizio esterno. Ogni spettacolo ha una pagina con le date in programma e le repliche già fatte.

Due scelte si vedono meno. I caratteri tipografici sono caricati dal sito stesso, senza chiamate a Google Fonts. E i video si aprono su YouTube invece che dentro la pagina.

La pubblicazione

Il giorno della pubblicazione abbiamo caricato sul sito vero soltanto i file del tema e tre modifiche mirate al database. La copia di prova non ha sostituito il database in uso: così i messaggi arrivati nel frattempo dai moduli sono rimasti al loro posto. Prima di cominciare avevamo una copia completa di file e database, fuori dalla cartella pubblica.

Le misure, prima e dopo

A gennaio 2026 la home, misurata con Lighthouse, dava: accessibilità 95, buone pratiche 96, SEO 92. Il 23 settembre 2026, con Lighthouse 13.1, home e pagina delle date danno 100 in tutte e tre le voci, da smartphone e da computer. Da computer il contenuto che si spostava durante il caricamento (CLS) è passato da 0,333 a 0,001.

Sono misure di laboratorio, fatte a otto mesi di distanza e con versioni diverse dello strumento: per questo confrontiamo i controlli sulla struttura e non i tempi di caricamento. Chiunque può rifarle: Lighthouse è dentro Chrome.

Sulla velocità da smartphone c’è ancora da lavorare. Nella stessa prova la home fa 68 su 100 e la pagina delle date 71, mentre da computer fa 99. Buona parte del tempo la prendono il banner dei cookie, che deve partire prima di tutto il resto, e le statistiche di visita.

Cosa può insegnare a un’altra azienda

Un sito si può rifare senza buttare via quello che contiene. Se i contenuti sono in ordine, si cambiano l’aspetto e il motore e si lascia stare il resto: l’archivio, gli indirizzi delle pagine, i messaggi delle persone. E conviene decidere prima qual è la pagina che conta. Qui era il calendario, e tutto il resto le gira intorno.

Se il tuo sito è nato con un page builder e oggi ti sta stretto, nella pagina sui siti web spieghiamo come lavoriamo.

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