Centro Carrelli vende, noleggia e ripara carrelli elevatori a Bologna e provincia, ed è partner STILL dal 2005. Il sito lo seguiamo noi. Nell’estate 2026 lo abbiamo rifatto, e a luglio lo abbiamo pubblicato su centrocarrelli.net.
Il punto di partenza
Il sito precedente era costruito con un page builder, cioè uno strumento per comporre le pagine a blocchi senza scrivere codice, e il catalogo dei mezzi si appoggiava a un plugin di ricerca a pagamento. Sotto c’erano ancora i resti di un page builder ancora più vecchio. Dentro c’era però tutto quello che serve a un’azienda così: un catalogo che al momento del rifacimento contava 73 mezzi, con marca, modello, matricola, anno, portata e sollevamento, 136 articoli e cinque moduli da cui arrivano le richieste.
A gennaio 2026 Lighthouse, lo strumento di misura di Google, dava alla home 28 su 100 di prestazioni da smartphone e 49 da computer, e la pagina si spostava sotto gli occhi mentre caricava (CLS 0,57 da smartphone e 0,655 da computer).
Un tema nostro al posto del page builder
Abbiamo scritto un tema WordPress su misura e spento il page builder. Il catalogo lo abbiamo rifatto dentro il tema: sei filtri (categoria, marca, anno, alimentazione, portata, sollevamento) che leggono i campi già compilati nelle schede. Nessun mezzo è stato reinserito a mano. In fondo a ogni scheda c’è il modulo di richiesta preventivo, che parte già con modello e matricola compilati.
Dopo il rifacimento non servono più le licenze del page builder e del plugin di ricerca, e le pagine si modificano dal pannello normale di WordPress.
Accessibile, e i dati messi in ordine
Il sito è stato rifatto tenendo come riferimento i criteri WCAG 2.1 AA: contrasti dei colori verificati uno per uno, ogni campo dei moduli con la sua etichetta, titoli in ordine, tutto percorribile da tastiera, pulsanti grandi abbastanza da centrarli col pollice, e un link «Vai al contenuto» in cima a ogni pagina, per chi naviga da tastiera. L’arancione del marchio STILL resta ovunque come colore, ma non come colore del testo, perché sul bianco non passa la prova del contrasto.
Prima di pubblicare abbiamo riletto 213 contenuti, tolto 45 contenuti e 2.750 metadati lasciati dal vecchio page builder, e sistemato i moduli: mancava il campo per rispondere, e le risposte automatiche arrivavano a indirizzi che non esistevano più.
Le misure, prima e dopo
Lighthouse sulla home, il 10 gennaio 2026 e il 24 settembre 2026:
| Misura Lighthouse | gennaio 2026 | settembre 2026 |
|---|---|---|
| Prestazioni da smartphone | 28 | 52 |
| Prestazioni da computer | 49 | 96 |
| Contenuto che si sposta (CLS, da computer) | 0,655 | 0,002 |
| Accessibilità | 90 | 100 |
| Punteggio SEO | 100 | 100 |
Sono misure di laboratorio, fatte a otto mesi di distanza e con versioni diverse dello strumento: chiunque può rifarle, Lighthouse è dentro Chrome. Il punteggio di accessibilità dice poco: i controlli che contano (tastiera, ordine di lettura, messaggi d’errore nei moduli) uno strumento automatico non li vede. Un controllo automatico WCAG 2.1 A/AA (axe) su 21 pagine dà zero violazioni.
Da smartphone c’è ancora da lavorare, e il numero da solo dice poco: in tre prove di fila la home ha fatto 49, 52 e 80, a seconda di quando il browser disegna la foto grande in cima. Con la simulazione più severa di Lighthouse, che rallenta davvero il browser invece di stimare, resta sotto i 50. Sul caricamento pesano ancora gli script delle statistiche di visita e del consenso ai cookie, oltre al momento in cui viene disegnata la foto grande in cima.
Cosa può insegnare a un’altra azienda
Un catalogo non ha bisogno di un plugin a pagamento per essere cercabile: se i dati sono nelle schede, i filtri si costruiscono nel tema e restano tuoi. E prima di rifare l’aspetto conviene rileggere i contenuti: le cose più costose da lasciare sono quelle che non si vedono, come un modulo che risponde a un indirizzo morto.
Se il tuo sito è nato con un page builder e ogni rinnovo di licenza ti fa domandare perché, nella pagina sui siti web spieghiamo come lavoriamo; per l’accessibilità c’è la pagina accessibilità dei siti web.